Ingredienti buoni del territorio interpretati in modo particolare e fuori dell’ordinario”. Questo è il filo conduttore che già molti altri grandi chef internazionali hanno scelto per avvicinare la loro (alta) cucina a tutti e sembra valere anche per il team de La Credenza chiamato a sostenere questa importante collaborazione per il primo Concept Store di Coop.
La scelta di questo tipo di cucina più democratico nasce dall’esigenza di coniugare una cucina semplice, comprensibile e di qualità in modo più informale e alla portata di tutti.
Partendo dai prodotti della distribuzione Fior Fiore di CoopGiovanni Grasso e Igor Macchia portano un nuovo “lusso” in Galleria San Federico a Torino: non è più una questione di prezzo, ma sono le cose piccole e semplici a dare valore alla cucina.
Il Ristorante, 30 coperti al massimo a pranzo e cena, propone un menù che è l’esplorazione e l’esplosione dei sapori dei prodotti del territorio: crema di cavolfiore, spiaci e gamberi saltati, battuta di fassone (piemontese è ovvio!) con insalata di cavolo e acciughe, pasta fresca “fatta in casa”, verdure e frutta di stagione inserite nel menù per dare freschezza e riportare un senso di appartenenza al cibo che è rispetto, conoscenza ed emozione.
Anche la carta dei dolci lascia spazio alle cose buone del territorio: dalla torta di mele rivisitata al lingotto al gianduja e nocciole caramellate.
Le ricette e i piatti rispondono anche ad un criterio di replicabilità: chi viene a fare la spesa a FiorFood e si ferma a mangiare al Bistrot o al Ristorante scoprirà il piacere di cucinare a casa i prodotti della propria spesa.
Anche i vini rispecchiano il criterio democratico della cucina: i prezzi al Ristorante sono gli stessi che troverete sullo scaffale. La carta dei vini è una selezione di etichette che includono anche grandi vini e 24 sono le etichette che si possono degustare anche al bicchiere.
 
fiorfood
 

 

FaLang translation system by Faboba